lunedì 12 novembre 2001

Italian Teacher: lo status

Guarda che roba… che portamento, che sguardo intenso. Eccolo là, eccolo che arriva… entra in classe… un sorriso ampio, un saluto generale. Siete miei ragazzi. In dieci lezioni vi prendo, vi sbatacchio, vi rivolto come un calzino… in dieci lezioni vi faccio diventare italiani con la favella italiana, vi faccio capire e comprendere e fare vostra questa cultura, questa bravura, questa eleganza, vi faccio cucinare le pasta al dente e bere il Chianti, e vi faccio andare al mare in Sicilia o a sposare a San Pietro, e lo sapete che sono la Sambuca con la mosca, l’ossobuco, i saltimbocca alla romana? Lo sapete che dice Bocelli, che bruscetta si dice bruschetta con la ci dura perché c’è l’acca in mezzo, eeeeh, e lo sapete, aspetta, lo sapete come si fa un espresso, ve lo spiego, come si gioca a calcio, che le acca non suonano ma incidono, in qualche modo, che se dico lei è carina non ti devi offendere, perché magari sto parlando proprio di te, signorina, e non di un’altra, magari, lo sapete che questa lingua è un mondo di cose e persone e modi di dire e fare e capire e perdersi e poi cantare a squarciagola su una vespa truccata quando vai al mare l’estate, lo sai Roma che spettacolo incredibile e che malinconia, così antica e ferma, e la sai Bologna la dotta, eh, mica la sai, fare l’amore sui lettini in spiaggia, che mondi, e tutto questo ed altre cose spicciole di grammatica e sintassi, tutti questi emisferi di saggezza che non è mia, nooo, bada bene, non è mia, magari, ma la tramando, la tramando, tutto questo ed altri pronomi che li usi al posto dei nomi, che furberia, ma attento ad accordarli per genere e numero, e certe poesie semplici e sincere, e le canzoni di Conte, tutto questo io vi saprò dire, in dieci lezioni dieci, se sarete attenti e volenterosi, tutto e altro ancora, che adesso parlo io, finalmente, parlo io e voi mi state a sentire, parlo io, parlo io, e pure, indirettamente, che tutto passa dalla scuola e mi arriva poi sul conto in banca, comunque, dicevo, pure mi pagate per starmi a sentire, eh. Ma pensa te, ma chi l’avrebbe mai detto, ma che roba questi irlandesi. Cioè: te lo aspettavi, te?