Allora me ne torno con un gran sorriso che non trattengo. Molto simile, dicevamo, alla felicità, cosa sarà mai, poi, ma non perdiamoci, dai, non divaghiamo, adesso. Me ne torno a casa, con queste scarpe risuolate che sembrano nuove di zecca, pure meglio di prima, sembrano, tranne che per i buchini che traspirano, che eran belli, quelli, e mo’ non ci sono più. Ma fa mica niente, dico, che comincia l’inverno, non c’ho mica bisogno. Decido di andare a festeggiare, come si deve, al pub sotto casa. Ma ci vado con gli anfibi, che queste mo’ me le tengo buone per un po’, giusto il tempo necessario a farle riprendere dal trauma, poverette. E quindi vado in questo pub, proprio vicino a dove vivo io, sempre Rathmines, sempre, solo un po’ più in centro, e ci vado con una amichetta mia, che la conosco da poco, che mi sembra la persona giusta per lasciarsi andare e scuotersi dal torpore di mille anni di lavoro e noia e depressione cosmica. Senonché, perché e percome non ve lo sto adesso a spiegare, senonché la sera si fa notte, e fin qui ci siamo, ma poi la notte si fa alba, mattino, poi proprio giorno inoltrato, che quando torno all’amata dimora il traffico già impazza, il sonno l’ho perso, le sostanze svariate che ho assunto mi tengono sveglio e sofferente. Ma non mi lamento… noooo. Faccio uno squillo al ristorante, mica niente di male, mi do malato, che è praticamente vero, mi scuso, succede, dirò, non ne facciamo un dramma, che domani sicuro mi ripiglio alla grande e come sempre mi farò il culo per voi, per il bel nome di questo locale in quella bella zona di Dublino città.
Aaaaaapriticielo! Giro giro tondo, casca il mondo, casca la terra, il ponte di baracca, la cacca, le catastrofi nucleari, i giochi olimpici, la guerra, la pace compromessa, violenze su donne e bambini, scenari tragici, insomma, uragani monsoni mulinelli d’acqua, un gran baccano che non mi fa sentire bene, non mi fa, ma mi pare proprio di averla sentita nitida quella voce, a un certo punto della conversazione, quello squittio da topo gigio, che in un crescendo rapido e esplosivo, sei fottuto, blaterava, ti fotto, ti arrotolo e ti srotolo come più mi piace, sei niente, sei acqua di mare, sei braccia e gambe al migliore offerente, sei. E sei licenziato. Da oggi non ti far più vedere.
Fuuuuuck youuuuuuuu man! Ma non mi sente. Ha attaccato. Lo stronzo.
Oddio. Tragedia. Ah. Drammone. Eh. Ma che ci vogliamo fare il sangue amaro? Oh!
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